documentazione-4 - Lo sviluppo locale che vorrei

Vai ai contenuti
Risorse web > Documenti

DOCUMENTI

GLOSSARIO
Coesione sociale
Tale principio, istituzionalizzato all'interno della Comunità europea in seguito al suo inserimento nel Trattato di Maastricht (artt. 158-162), esprime la solidarietà tra gli stati membri e le regioni dell'Unione europea in un'ottica di sviluppo equilibrato e sostenibile, di riduzione del divario strutturale tra Regione e Paesi e di garanzia delle pari opportunità tra le persone. La coesione si concretizza in una pluralità di interventi finanziari attuata attraverso i fondi di coesione e i fondi strutturali.
Concertazione locale
E' costituita dal dialogo e il confronto tra soggetti istituzionali, autonomie territoriali, autonomie funzionali e soggetti privati (sindacati, associazioni di categoria, organizzazioni economiche e imprenditoriali, imprese, cooperative, partiti, ecc.), teso alla risoluzione di problematiche generali o settoriali in ambito territoriale locale, in modo da realizzare strategie di sviluppo il più possibile condivise e partecipate.
Consiliatura
Indica l'arco di tempo - 5 anni - che corrisponde alla durata in carica del Consiglio.
Contratto d'area
Previsto nella legge 662 del 1996 e nella delibera CIPE del 21 marzo 1997, è' espressione del partenariato sociale; è lo strumento operativo per attivare nuove iniziative imprenditoriali e creare nuova occupazione nei settori dell'industria del turismo, dell'industria, dell'agro-industria e dei servizi. Relativamente alle aree territoriali oggetto di tale intervento, vengono preferite quelle di sviluppo industriale o i nuclei di industrializzazione situati nell'obiettivo 1 o quelle realizzate ai sensi della legge 219/81 (legge per il terremoto).
Contratto di programma
Previsto nella legge 662 del 1996 e nella delibera CIPE del 25 febbraio 1994, è il contratto stipulato tra l'amministrazione statale competente, grandi imprese, consorzi di medie e piccole imprese e rappresentanze di distretti industriali avente ad oggetto la realizzazione di interventi di programmazione negoziata in grado di generare significative ricadute sul territorio, mediante la prevalente attivazione di nuovi impianti e la creazione di occupazione aggiuntiva. La delibera CIPE prevede che la programmazione si articoli in sei fasi: 1) fase di accesso; 2) fase istruttoria del piano; 3) fase di redazione del contratto di programma; 4) fase dell'approvazione; 5) fase di gestione; 6) fase di verifica del contratto.
Distretto industriale
Previsto dalla legge del 5 ottobre 1991 n. 317, successivamente modificata da quella dell'11 maggio 1999 n. 140, art. 6 c. 8; si tratta di un sistema locale di imprese caratterizzato da forte concentrazione geografica e specializzazione settoriale e da un modello cooperativo di relazione tra le imprese. Il distretto industriale rappresenta un'entità socio-economica costituita da un insieme di imprese facenti parte generalmente di uno stesso settore produttivo, localizzate in un'area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza. Questo, rappresenta uno strumento di politica di sviluppo locale teso al rilancio dell'economia dell'area in cui nasce e si realizza attraverso la cooperazione delle Amministrazioni locali, degli attori economico-sociali presenti sul territorio e delle imprese che ivi operano. Rappresenta un complesso produttivo in cui il coordinamento fra le diverse fasi e il controllo del loro regolare funzionamento non sono effettuati secondo regole già fissate e/o con meccanismi gerarchici ma sono affidati ad una combinazione del gioco automatico del mercato con un sistema di sanzioni sociali irrogate dalla comunità. Rappresenta un insieme di servizi innovativi che mira ad aumentare la competitività delle imprese e a creare un'occupazione stabile nel tempo.
Enti locali
Gli enti locali costituiscono un'ampia categoria caratterizzata dalla particolare valenza assunta in essi dal territorio che funge, nel contempo, da criterio delimitatore della sfera d'azione e da indice di collegamento degli interessi perseguiti con la popolazione che lo occupa. Il territorio, peraltro, contribuisce all'identificazione di quella particolare tipologia di enti locali denominati "territoriali" allorché esso si pone come elemento costitutivo degli enti stessi. La riforma operata dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, profondamente modificativa del Titolo V della Parte seconda della Costituzione, ha ribaltato l'originaria elencazione degli enti territoriali evidenziando l'importanza delle radici territoriali con la maggiore ampiezza data al numero e ai poteri degli enti autonomi. In concreto, gli enti autonomi territoriali previsti dal novellato art. 114 Cost. sono i Comuni, le Province, le città metropolitane e le Regioni, tutti racchiusi nel massimo livello di articolazione territoriale che è lo Stato. Tutti gli enti in cui il territorio non costituisce elemento essenziale per l'esistenza, sono enti "istituzionali", alcuni dei quali a carattere nazionali, altri a carattere meramente locale.
Intesa istituzionale di programma
L'Intesa istituzionale di programma è uno degli strumenti della programmazione negoziata la cui definizione viene disciplinata dalla legge n. 662/1996, art. 2, c. 203, lett. b. Secondo la definizione normativa, l'intesa istituzionale di programma è l'accordo tra amministrazione centrale, regionale o delle Province autonome con cui tali soggetti si impegnano a collaborare sulla base di una ricognizione programmatica delle risorse finanziarie disponibili, dei soggetti interessati e delle procedure amministrative occorrenti, per la realizzazione di un piano pluriennale di interventi d'interesse comune o funzionalmente collegati. Tale concetto viene ribadito nella delibera CIPE 21 marzo 1997 in cui si cita testualmente che l'intesa costituisce lo strumento con il quale sono stabiliti congiuntamente tra il Governo e la Giunta di ciascuna Regione o Provincia autonoma gli obiettivi da conseguire ed i settori nei quali è indispensabile l'azione congiunta degli organismi predetti. Essa rappresenta l'ordinaria modalità del rapporto tra Governo nazionale e Giunta di ciascuna Regione e Provincia autonoma per favorire lo sviluppo, in coerenza con la prospettiva di una progressiva trasformazione dello Stato in senso federalista. Oggetto dell'intesa è la collaborazione finalizzata alla realizzazione di un piano pluriennale di interventi di interesse comune e funzionalmente collegati da realizzarsi nel territorio della singola Regione o Provincia autonoma e nel quadro della programmazione statale e regionale.
Osservazioni e Proposte
Documento predisposto su iniziativa del CNEL contenente valutazioni e indicazioni su precise disposizioni contenute in provvedimenti legislativi di iniziativa del Parlamento, del Governo e delle Regioni. L'organo consiliare che intende procedere alla elaborazione di un schema di Osservazioni e proposte deve acquisire il preliminare consenso della Assemblea, attraverso lo strumento procedurale della presa in considerazione.
Programmazione negoziata
Prevista dalla legge 662/1996 all'art. 2 comma 203 lett. a), è la regolamentazione concordata tra soggetti pubblici e privati per l'attuazione di interventi diretti, riferiti ad un'unica finalità di sviluppo che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza. E' finalizzata, quindi, a coordinare l'azione dei soggetti istituzionali (Governo, enti locali) e dei poteri economici e sociali (imprenditoriali, sindacali, culturali, finanziari e associativi) raccordando la molteplicità di interessi che agiscono su diversa scala territoriale in ambito locale, provinciale, regionale, nazionale, europeo. L'approccio che ispira la programmazione negoziata è di tipo bottom up cercando, attraverso appositi tavoli di concertazione, di far incontrare le esigenze e gli interessi di provenienza tipicamente locale con quelle provenienti dall'alto in modo da favorire concretamente un processo di sviluppo locale.
Pronunce
Costituiscono l'esito della attività di consulenza che il CNEL esercita nell' ambito delle attribuzioni conferite dalla legge, nei confonti del Parlamento, del Governo e delle Regioni. In particolare l'attività di consulenza viene esercitata dal Consiglio su richiesta deigli interlocutori istituzionalli (parere) o di propria iniziativa (osservazioni e proposte). Il Cnel può altresì predisporre Rapporti e Studi ed indagini.
Protocollo di Intesa
Documento di accordo stipulato tra CNEL ed Enti pubblici o privati su temi specifici nel quale sono indicati gli impegni che le parti stipulanti assumono per la realizzazione di specifici progetti.
Quadro comunitario di sostegno
Documento approvato dalla Commissione, d'intesa con lo Stato membro interessato, contiene la strategia e le priorità di azione dei Fondi e dello Stato membro, gli obiettivi specifici, la partecipazione dei Fondi e le altre risorse finanziarie. Il documento è articolato in assi prioritari e attuato mediante programmi operativi.
Torna ai contenuti